La solitudine è diventata silenziosamente uno dei maggiori problemi moderni e ora l’intelligenza artificiale sta entrando come compagna improbabile. UN nuovo studio condotto dalla Aalto College, che sarà presentato al CHI 2026, esplora il modo in cui i compagni di intelligenza artificiale influiscono sugli utenti nel tempo. E i risultati sono un po’ contrastanti.
Sebbene interagire con compagni di intelligenza artificiale possa aiutare gli utenti a sentirsi supportati e meno soli, lo studio ha anche riscontrato segni di aumento del disagio emotivo nel loro linguaggio on-line nel corso del tempo, suggerendo che la relazione non è così semplice come sembra.
L’intelligenza artificiale può davvero far sentire le persone meno sole?
Secondo studi recenti sì. Beh, almeno in una certa misura. La ricerca mostra che l’interazione con i compagni di intelligenza artificiale può ridurre i sentimenti di solitudine, producendo talvolta effetti paragonabili all’interazione umana a breve termine.

Il motivo è abbastanza semplice. Questi strumenti sono sempre disponibili, non giudicanti e progettati per ascoltare. Per qualcuno che ha a che fare con l’isolamento, questo tipo di presenza costante può essere sorprendentemente potente. In effetti, molti utenti riferiscono di sentirsi “ascoltati” dall’intelligenza artificiale in un modo che li aiuta advert aprirsi emotivamente.
C’è anche un aspetto pratico qui. Non tutti hanno un facile accesso al sostegno sociale, a causa della geografia, dello stile di vita o delle circostanze personali. L’intelligenza artificiale colma questa lacuna offrendo un’interazione immediata e individuale in qualsiasi momento della giornata.
Ma questa comodità è davvero una buona cosa?
Ecco dove le cose si complicano. Sebbene i compagni di intelligenza artificiale possano alleviare la solitudine, gli esperti avvertono che potrebbero anche rimodellare il modo in cui le persone si connettono, indebolendo potenzialmente le abilità sociali del mondo reale o creando nel tempo una dipendenza malsana. C’è anche una preoccupazione etica, poiché la sostituzione dell’interazione umana con l’intelligenza artificiale potrebbe causare più danni che benefici agli utenti vulnerabili.
In un certo senso, quella tensione definisce lo spazio in questo momento. L’intelligenza artificiale può confortare e supportare, ma non è un vero sostituto. Dopotutto, un grande ascoltatore non è la stessa cosa di qualcuno che ti capisce veramente.












