Decollo. Alle 6:35 PM ET del 2 aprile, un razzo House Launch System ha sollevato una capsula Orion dalla Terra. A bordo c’erano gli astronauti di Artemis II Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen. Giovedì sono diventati i primi esseri umani advert andare oltre l’orbita terrestre bassa dalla missione Apollo 17 del 1972.
L’equipaggio testerà sistemi tecnologici che saranno utili nelle missioni successive, come quelle che coinvolgono la schermatura dalle radiazioni o la comunicazione tra la capsula e la Terra a distanze lunari. Uno degli aspetti più affascinanti è anche la traiettoria che Artemis II seguirà durante la sua missione.
Lo spazio è il posto giusto
Contrariamente a quanto l’intuizione può suggerire, il viaggio verso la Luna non è un percorso diretto e lineare che collega la superficie terrestre con la superficie lunare.
Dopo il lancio, il primo stadio dell’SLS si è separato dal resto del veicolo spaziale: lo stadio superiore Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) e la capsula Orion. L’ICPS trasportò la capsula nell’orbita terrestre alta, ma l’equipaggio rimase in orbita attorno alla Terra per circa 23 ore. Dopo tutti i controlli e la verifica che tutto fosse in ordine, l’ICPS si separò dall’Orion. Fu allora che iniziò veramente il viaggio sulla Luna.
Per gentile concessione della NASA
Il cavalcavia lunare
Il giro di boa avverrà la sera del 6 aprile. Gli astronauti dell’Artemis II viaggeranno per circa 10.300 chilometri oltre la Luna, infrangendo tutti i document precedenti di distanza dalla Terra. L’attuale detentore del document è la missione Apollo 13, che raggiunse circa 400 chilometri oltre la Luna.
L’avvicinamento più vicino di Artemis II alla superficie lunare sarà di 7.400 chilometri, che verranno raggiunti durante il sorvolo del lato nascosto. La navicella spaziale non entrerà in orbita attorno alla Luna ma la sorvolerà e utilizzerà una fionda gravitazionale per tornare sulla Terra. Il risultato è una traiettoria a forma di otto tra i due corpi celesti. L’orbita è ottimizzata per garantire il rientro sulla Terra, anche in caso di guasto al motore.
Il rientro sulla Terra
Il rientro avverrà tramite una traiettoria passiva: dopo aver sorvolato la luna, Orion sarà essenzialmente in caduta libera verso la Terra, senza bisogno di utilizzare i suoi motori. Se ci sono problemi con la propulsione o altri sistemi, la capsula tornerà sana e salva sulla Terra.
Fotografia: Mario Tama/Getty Photographs
Il rientro avverrà mediante ammaraggio nell’Oceano Pacifico l’11 aprile, 9 giorni e 13 ore dopo il lancio della missione. Lì gli astronauti verranno recuperati dalla Marina americana, concludendo così il loro viaggio verso casa.
Questa storia è apparsa originariamente in WIREDItalia ed è stato tradotto dall’italiano.











