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Pratica e partnership hanno segnato il concerto inaugurale del Nadotsavam – 2026 della Music Academy

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Tirupananthal Viswanathan e Vijayalakshmi con Achalpuram AV Selvam e Tiruvenkadu TM Guhan sul thavil. | Credito fotografico: Ok. Pichumani

Il nagaswaram occupa una posizione di preminenza tra gli strumenti musicali aerofoni dell’India meridionale. Uno strumento advert ancia doppia è classificato tra i mangala vadyam, la cui presenza è obbligatoria nei rituali del tempio e nelle cerimonie di buon auspicio.

È stata questa tradizione che la terza edizione di Nadotsavam ha cercato di celebrare, presentando sei concerti in tre giorni presso l’Accademia di musica, offrendo un impegno duraturo con la partnership nagaswaram-thavil.

Il concerto inaugurale del pageant ha visto la partecipazione della coppia di artisti Tirupananthal Viswanathan e Vijayalakshmi. La coppia period accompagnata da Achalpuram AV Selvam e Tiruvenkadu TM Guhan sul thavil. I quattro musicisti hanno portato all’occasione la loro lunga formazione e la loro familiarità con le esigenze della tradizione.

Tirupananthal Viswanathan e Vijayalakshmi.

Tirupananthal Viswanathan e Vijayalakshmi. | Credito fotografico: Ok. Pichumani

Il concerto si è aperto con “Sri ganapatini sevimpara” di Tyagaraja nel Sowrashtram, un’appropriata invocazione che lo strumento ha portato con la caratteristica pienezza. L’accompagnamento thavil period notevole per la sua divisione strutturata: Selvam teneva il pallavi, Guhan interveniva per l’anupallavi e Selvam tornava per il charanam – un arrangiamento che conferiva al pezzo un ritmo colloquiale tra i due percussionisti. Ciò che ha ulteriormente contraddistinto la serata è stato il modo in cui gli artisti thavil hanno mantenuto lo slancio con i loro intermezzi. Il contrasto nel loro approccio period interessante. Mentre il modo di suonare di Selvam portava una risonanza tonale e un nadham che riempivano la sala, il maggiore uso del thoppi da parte di Guhan conferiva una sottigliezza strutturale che bilanciava bene l’insieme.

Un alapana in Nasikabhushani ha preceduto “Mara vairi”, seguito dal vivace “Nati mata marachitivo” di Tyagaraja in Devakriya, un kriti che richiede non solo velocità ma anche stabilità ritmica. Qui l’accompagnamento di Guhan period particolarmente sicuro, il kala pramanam si svolgeva senza deriva dal primo all’ultimo battito.

Il concerto si è approfondito considerevolmente quando Viswanathan è passato a una Pantuvarali alapana senza fretta e ricca di naadam, che ha attirato l’attenzione del pubblico attraverso ogni frase.

L’alapana per “Eesane koti surya” di Muthu Thandavar ha catturato il sapore intrinseco del raga. Il duo ha reso la kriti lavorando su più registri: Vijayalakshmi sul tono più basso, Viswanathan su quello più alto.

Seguì “Natajana palini” di Thanjavur Sankara Iyer in Nalinakanti, la sua alapana in uno studiato contrasto con il precedente Pantuvarali: più leggera nella disposizione, le frasi si muovono con una certa facilità.

“Appan avatharitha” a Karaharapriya è stato il fulcro della serata: l’alapana di Viswanathan assicurato, i kalpanaswaras a tutto tondo. Un breve intervallo di swarastanam da parte di Vijayalakshmi è stato stabilizzato discretamente da Viswanathan. Il thani si è aperto con un’interazione di cinque avartanam, con tisra nadai di Selvam che si è distinto per la chiarezza del sollu. I doppi colpi thoppi di Guhan, la tecnica gumki e il rim shot sono stati i punti salienti. Il kuraippu ridotto a un singolo battito prima di un mohara korvai pulito, anche se un po’ autonomo, da 84 battute ha chiuso il thani con una calorosa risposta del pubblico.

Il concerto si è concluso con tre brani ben scelti: “Ammaye appa” di Manikkavachagar in Mohanam, seguito da “Manthiramavathu” di Thirugnanasambandar in Navroj e i versi Tiruppugazh di Arunagirinathar in Husseni. I momenti finali riguardavano sia la bhakti che la sostanza musicale.

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