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Il peso dell’esistenza: una retrospettiva storica di Tyeb Mehta

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Al Kiran Nadar Museum of Artwork di Nuova Delhi, una nuova travolgente mostra rivisita la mente inquieta e indagatrice di uno dei modernisti più potenti dell’India. Tyeb Mehta: Bearing Weight (With the Lightness of Being), fino al 30 giugno, celebra il centenario della nascita di Tyeb Mehta con una delle retrospettive più full dell’artista, una mostra che si svolge sia come archivio visivo che come scavo emotivo di una singolare visione artistica.

Curata da Roobina Karode, curatrice capo di KNMA, e presentata in collaborazione con la Fondazione Tyeb Mehta e la Fondazione Saffronart, la mostra raccoglie più di 120 opere che spaziano tra dipinti, disegni, sculture, movie e materiale d’archivio. La mostra si espande su un preludio presentato advert Artwork Mumbai 2025 ma cresce in dimensioni e ambizione a Delhi, offrendo un’introspezione molto più profonda nella vita e nelle opere di Mehta.

“Il linguaggio unico di Mehta nella pittura affronta con eleganza le forze contraddittorie della vita ed è arrivato a un vocabolario distintamente suo”, afferma Kiran Nadar, fondatore e presidente di KNMA.

Pochi artisti in India hanno forgiato un vocabolario visivo così crudo ed emotivamente carico come quello di Mehta. Ha distillato l’angoscia umana, la violenza e la lotta esistenziale in forme essenziali e accattivanti. Le sue tele sono caratterizzate da tensione drammatica, campi di colore audaci e determine crude.

La mostra rivisita molti dei motivi che hanno definito la sua opera. Le iconiche serie Falling Determine e Falling Hen, advert esempio, catturano corpi congelati nell’atto del collasso: immagini che riecheggiano il trauma e l’instabilità di una società che emerge dallo sconvolgimento della Partizione. L’immagine ricorrente del toro, altro motivo centrale nell’opera di Mehta, ha una carica altrettanto viscerale. L’artista iniziò per la prima volta a disegnare tori mentre osservava gli animali al macello di Bandra a Bombay negli anni ’50, e il motivo divenne quella che una volta descrisse come “immagine compulsiva”, apparendo nei suoi dipinti nel corso di decenni.

Altrettanto potenti sono le interpretazioni mitologiche di Mehta. In opere come Mahishasura e Kali, trasforma determine familiari della mitologia indiana in incontri psicologici carichi. Questi lavori dimostrano la capacità di Mehta di creare immagini che sembrano antiche e sorprendentemente contemporanee.

Il viaggio di Mehta

Nato a Kapadvanj, Gujarat, nel 1925, il viaggio dell’artista è stato plasmato da influenze che si estendevano oltre la pittura. La sua prima passione per la narrazione visiva è iniziata attraverso il cinema. Ha studiato cinematografia al St. Xavier’s School di Bombay e ha lavorato come assistente al montaggio prima di iscriversi alla Sir JJ Faculty of Artwork.

La mostra evidenzia questo aspetto della sua pratica creativa attraverso l’inclusione del suo cortometraggio sperimentale Koodal (1970). Il movie di 16 minuti medita sulla vita e sulla morte attraverso incontri simbolici tra esseri umani, animali e divinità. Scritto e diretto da Mehta e prodotto dalla Movies Division of India, ha vinto il Filmfare Critics Award nello stesso anno in cui è uscito (1970).

Ciò che rende questa retrospettiva particolarmente avvincente, però, è la ricchezza di materiale d’archivio che accompagna le opere. I primi schizzi, taccuini personali, fotografie, cataloghi di mostre e inviti provenienti da tutta la sua carriera aiutano a situare la pratica dell’artista all’interno delle realtà vissute del suo tempo.

L’artista una volta ha ammesso che la pittura raramente gli veniva facile. Ha parlato di lottare advert ogni passo, distruggendo numerose tele prima di permettere che una singola opera emergesse. “La percezione e il dialogo più ampi sull’arte di Mehta si sono concentrati principalmente sui suoi dipinti iconici”, osserva Roobina. “Questa mostra mette in primo piano la multidimensionalità del processo creativo di Mehta e il contesto della sua nascita.”

La traiettoria internazionale

Lo spettacolo ripercorre anche le incursioni internazionali di Mehta. Dopo i suoi primi anni a Bombay, visse a Londra negli anni ’50 e ’60 e in seguito si recò a New York con una borsa di studio Rockefeller. L’esposizione ai movimenti artistici globali durante questi anni ha ulteriormente affinato la sua sensibilità modernista.

Oggi i dipinti di Mehta risiedono nelle principali collezioni museali di tutto il mondo, tra cui la Nationwide Gallery of Trendy Artwork di Nuova Delhi, il Peabody Essex Museum in Massachusetts e various importanti collezioni non-public in India e all’estero.

Tuttavia, al di là dei riconoscimenti e del riconoscimento del mercato, la rilevanza duratura di Mehta risiede nell’intensità emotiva e nella profondità filosofica del suo lavoro. Tyeb Mehta: Bearing Weight (With the Lightness of Being) riesce proprio perché rivela l’ampiezza di quella visione. Andando oltre le familiari tele iconiche e illuminando l’universo creativo più ampio dell’artista, la mostra offre uno sguardo raro su Mehta non semplicemente come un celebre pittore ma come una mente inquieta e in ricerca.

Bearing Weight (With the Lightness of Being) di Tyeb Mehta è in mostra al Kiran Nadar Museum of Artwork di Nuova Delhi fino al 30 giugno.

Pubblicato – 30 marzo 2026 14:46 IST

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