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Recensione Q: libertà, bugie e trasgressioni nelle ricadute emotive di un movimento segreto delle donne musulmane

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OAprendo il vaso di Pandora dei segreti di famiglia, Jude Chehab realizza un documentario d’esordio complesso e commovente che si svolge sia come un’indagine che come una sorta di terapia intergenerazionale. Per decenni, sua madre, Hiba, è stata devota advert al-Qubaysiat, un ordine musulmano femminile altamente segreto che opera in Libano e Siria. Anche la nonna di Chehab, Doria, period stata una seguace e la stessa regista fu iniziata al gruppo da giovane. Alle due donne anziane, questo movimento religioso tutto femminile ispirava sentimenti di solidarietà e libertà, ma al-Qubaysiat richiedeva anche assoluta sottomissione al chief, noto ai seguaci come Anisa, o il Maestro. E quando Hiba fu espulsa per trasgressioni poco chiare, il suo mondo andò in pezzi.

A differenza di altri documentari su organizzazioni controverse, il movie di Chehab non sensazionalizza le tattiche di indottrinamento. In effetti, le informazioni sul gruppo arrivano solo in modo frammentario, come rivelato da Hiba e Doria. Questa scelta narrativa sposta l’attenzione dall’invisibile ma potente Anisa, concentrandosi invece sul vortice emotivo sopportato da Hiba e dal resto della famiglia di Chehab. Chehab avrebbe potuto pensare alla sua macchina fotografica come a un potente strumento di catarsi, ma quando ha esortato suo padre a parlare all’al-Qubaysiat, le sue risposte non sono state così aspre come aveva sperato, come se fosse uscito da un copione immaginario.

Anche Hiba non rientra nelle aspettative semplicistiche di una vittima. Le sue ferite dovute all’esilio sono ancora aperte, ma non poteva fare a meno di piangere in modo udibile per la morte di Anisa. Tuttavia in lei è maturata una lenta liberazione; quando Hiba guida gruppi di studio musulmani, non chiede fede cieca, ma curiosità e comprensione. Il fatto che il movie di Chehab si concentri su questa emancipazione interna, piuttosto che problematizzare il velo e l’Islam stesso, crea un ritratto radicale di una donna musulmana che riscopre la sua voce.

Q è su True Story dal 3 aprile.

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