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Israele blocca l’accesso alla chiesa di Gerusalemme per la Domenica delle Palme agli alti dirigenti cattolici “per la prima volta dopo secoli”, e ripristinato l’accesso

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Pierbattista Pizzaballa, il Patriarca latino di Gerusalemme, secondo da sinistra, cammina in processione durante la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro, tradizionalmente ritenuta da molti il ​​luogo della crocifissione e della sepoltura di Gesù Cristo, nella Città Vecchia di Gerusalemme, domenica 24 marzo 2024. (AP Photograph/Ohad Zwigenberg)

Per la prima volta da secoli, agli alti chief cattolici è stato impedito di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme la Domenica delle Palme, uno dei giorni più sacri del calendario cristiano, scatenando aspre critiche internazionali e un’ondata di risposte diplomatiche. L’incidente, avvenuto sullo sfondo delle crescenti tensioni regionali e del conflitto in corso che coinvolge l’Iran, ha suscitato la condanna delle autorità ecclesiastiche, dei governi stranieri e dell’ambasciatore americano Mike Huckabee, che ha descritto la mossa come uno “sfortunato esagerazione”.

Cosa è successo: il clero è tornato indietro la Domenica delle Palme

Secondo a diffuso comunicato stampa congiunto dal Patriarcato latino di Gerusalemme e dalla Custodia di Terra Santa il 29 marzo, la polizia israeliana ha fermato Pierbattista Pizzaballa, la più alta autorità cattolica della regione, insieme a Francesco Ielpo e altri due sacerdoti mentre si dirigevano verso la chiesa.

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FILE – Il cardinale Pierbattista Pizzaballa arriva per una riunione del collegio cardinalizio in Vaticano, il 24 aprile 2025. (AP Photograph/Andrew Medichini, File)

La dichiarazione sottolineava che il gruppo aveva viaggiato tranquillamente, sottolineando che stavano “procedendo in privato e senza alcuna caratteristica di una processione o di un atto cerimoniale” quando sono stati costretti a tornare indietro. Di conseguenza, secondo il Patriarcato, si tratta di una rottura storica: “per la prima volta da secoli, ai capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro”. La chiesa, ampiamente venerata come il luogo in cui si crede che Gesù Cristo sia stato crocifisso, sepolto e resuscitato, riveste un profondo significato per i cristiani di tutto il mondo, in particolare durante la Settimana Santa.

Chiesa del Santo Sepolcro

Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme/ Foto by way of

Descrivendo la decisione come senza precedenti, il Patriarcato ha avvertito che “non tiene conto della sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, aggiungendo che i chief della chiesa hanno già rispettato le restrizioni del tempo di guerra, tra cui la cancellazione di raduni pubblici, il divieto di partecipazione e l’organizzazione di trasmissioni in modo che “centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo” possano ancora seguire le celebrazioni.È andato oltre, definendo la mossa “una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata” e una “decisione affrettata e fondamentalmente errata”, avvertendo che rappresenta “un grave precedente” e un “estremo allontanamento dai principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto per lo Standing Quo”.

Perché la Domenica delle Palme, e questa chiesa, sono importanti

La Domenica delle Palme segna l’inizio della Settimana Santa, commemorando l’ingresso di Gesù Cristo a Gerusalemme, quando, secondo i Vangeli, la folla deponeva rami di palma lungo il suo cammino. A Gerusalemme, la giornata è tradizionalmente contrassegnata da una grande processione che inizia a Betfage sul Monte degli Ulivi e scende nella Città Vecchia attraverso la Porta dei Leoni, un evento che attira migliaia di pellegrini ogni anno.

Processione della Domenica delle Palme sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme est

I cristiani partecipano alla processione della Domenica delle Palme sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme est, domenica 24 marzo 2024. (AP Photograph/Ohad Zwigenberg)

La Chiesa del Santo Sepolcro si trova al centro di queste celebrazioni. È considerato da molti cristiani il luogo più sacro del cristianesimo, poiché si ritiene che comprenda sia il luogo della crocifissione (Golgota) che la tomba di Gesù. La Settimana Santa culmina nella Domenica di Pasqua, rendendo questo periodo il periodo più sacro del calendario liturgico cristiano. Le restrizioni che riguardano l’accesso alla chiesa durante questo periodo hanno quindi un peso sia religioso che simbolico ben oltre Gerusalemme.

La spiegazione di Israele: timori per la sicurezza nel conflitto iraniano

Secondo le autorità israeliane Il Jerusalem Post, ha inquadrato la decisione come una misura di sicurezza legata al conflitto in corso con l’Iran, rilevando che la richiesta del Patriarca di pregare in chiesa period stata precedentemente esaminata e respinta a causa della situazione di sicurezza. In una dichiarazione, la polizia israeliana ha affermato che la conformazione della Città Vecchia “non consente l’accesso a grandi veicoli di emergenza e di soccorso”, avvertendo che ciò mette a dura prova le capacità di risposta e pone “un rischio reale per la vita umana in caso di un incidente con vittime di massa”. La polizia ha aggiunto che tutti i luoghi santi nella Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli, in particolare a quelli senza spazi protetti, al superb di “salvaguardare l’incolumità pubblica”.Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato in un submit su X di essere intervenuto dopo aver appreso dell’incidente, in seguito all’indignazione internazionale, affermando di aver incaricato le autorità di garantire al cardinale Pizzaballa “pieno e immediato accesso” alla chiesa. Ha collegato le restrizioni direttamente ai recenti attacchi, affermando che l’Iran ha “ripetutamente preso di mira i luoghi santi di tutte e tre le religioni monoteistiche a Gerusalemme con missili balistici”, con un attacco che ha fatto atterrare frammenti a pochi metri dalla chiesa. Nel delineare la politica più ampia, Netanyahu ha affermato che Israele ha chiesto ai membri di tutte le fedi “di astenersi temporaneamente dal culto” nei siti chiave della Città Vecchia per proteggere i civili, aggiungendo che a Pizzaballa period stato specificamente chiesto di astenersi dal celebrare la messa “per particolare preoccupazione per la sua sicurezza”. Pur comprendendo questa preoccupazione, Netanyahu ha detto che non appena ha saputo dell’incidente con il cardinale Pizzaballa, “ha dato istruzioni alle autorità di consentire al Patriarca di celebrare le funzioni come desidera. Il suo ufficio in seguito ha riconosciuto la delicatezza dei tempi, affermando che le agenzie di sicurezza stavano ora lavorando a un piano per consentire ai chief della chiesa di adorare durante la Settimana Santa. Anche il presidente israeliano Isaac Herzog si è mosso per allentare le tensioni, dicendo di aver parlato con Pizzaballa per scusarsi ed esprimere il suo “grande dolore”, spiegando che l’incidente derivava dalla “continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano” a seguito dei recenti attacchi vicino alla Città Vecchia.

Reazioni internazionali e ricadute diplomatiche

La decisione ha suscitato rapide critiche oltre Israele. L’ambasciatore americano Mike Huckabee ha affermato che la mossa è “uno sfortunato superamento che ha già importanti ripercussioni in tutto il mondo”, sostenendo che mentre limitare i grandi raduni può essere giustificato, impedire una visita privata è “difficile da comprendere o giustificare”. L’Italia ha risposto ai massimi livelli. Lo ha detto il premier Giorgia Meloni la Chiesa del Santo Sepolcro “è un luogo sacro della cristianità, e come story deve essere preservato e protetto”, avvertendo che bloccare i chief ecclesiastici equivale a “un insulto non solo ai credenti, ma advert ogni comunità che riconosce la libertà religiosa”. Il Ministero degli Esteri italiano ha convocato l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, per spiegare l’incidente, mentre anche altre ambasciate straniere hanno chiesto chiarimenti al Ministero degli Esteri israeliano.Il presidente francese Emmanuel Macron ha postato su X che “esprime[es] pieno sostegno al Patriarca latino di Gerusalemme e ai cristiani di Terra Santa, ai quali è stato impedito di celebrare la Messa domenicale della Domenica delle Palme presso la Chiesa del Santo Sepolcro”. Egli ha condannato la decisione della polizia israeliana, definendola parte di “una sequenza inquietante di violazioni dello established order dei luoghi santi di Gerusalemme”, e ha aggiunto che “la libertà di culto a Gerusalemme deve essere garantita per tutte le religioni. La controversia arriva nel mezzo di tensioni più ampie sull’accesso ai siti religiosi. All’inizio di questo mese, Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Indonesia, Pakistan, Egitto e Turchia hanno condannato congiuntamente la chiusura da parte di Israele del complesso della Moschea di Al-Aqsa ai fedeli musulmani, descrivendo tali restrizioni come una “flagrante violazione” del diritto internazionale.

Un modello più ampio di restrizioni e una rottura simbolica

Il Patriarcato ha affermato che l’incidente della Domenica delle Palme non è stato un errore isolato ma parte della crescente pressione sulla vita religiosa nella città durante il tempo di guerra. Lo stesso cardinale Pizzaballa ha descritto la situazione come “una ferita che si aggiunge a molte altre inflitte dal conflitto”, una constatazione che coglie quanto profondamente le restrizioni siano sentite all’interno della comunità cristiana. Secondo quanto riportato da CNNi vincoli si estendono a tutte le fedi: il culto ebraico al Muro Occidentale è stato limitato a 50 persone al giorno, mentre ai musulmani è stato completamente vietato l’accesso alla Moschea di Al-Aqsa da quando il conflitto si è intensificato alla superb di febbraio, anche durante il Ramadan.

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