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“Il patto saudita sta diventando un problema per noi”: perché Pak vuole ospitare i colloqui di tempo tra Stati Uniti e Iran

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La spinta del Pakistan advert ospitare i colloqui di tempo tra Stati Uniti e Iran è dettata tanto dall’urgenza quanto dall’opportunità. Islamabad è sempre più preoccupata che il suo patto di difesa con l’Arabia Saudita possa trascinarla sempre più in un conflitto regionale in espansione.Il 30 marzo a Islamabad il Pakistan ospiterà un incontro a quattro con Turchia, Arabia Saudita ed Egitto. Sta cercando di posizionarsi come mediatore tra Washington e Teheran, cercando di allentare l’escalation di un conflitto durato un mese che minaccia la stabilità regionale e la sua stessa fragile economia. Il tutto cercando di evitare di essere trascinati nella guerra a causa degli impegni di sicurezza esistenti.I colloqui previsti sul quadrilatero sono i primi da quando le tensioni sono aumentate, e si verificano mentre il Pakistan intensifica il contatto diplomatico. Ha già trasmesso all’Iran una proposta di tempo americana in 15 punti e si è offerto di ospitare negoziati diretti.Ma dietro la spinta diplomatica si nasconde un crescente disagio all’interno dell’institution della sicurezza di Islamabad.Secondo quanto riferito, il Pakistan ha firmato un trattato di mutua difesa con l’Arabia Saudita lo scorso anno, ma ora si sta rivelando una responsabilità strategica nel contesto delle crescenti ostilità. I recenti attacchi iraniani sul territorio saudita hanno acuito i timori che il Pakistan possa essere costretto a schierarsi in un conflitto che desidera evitare.Secondo un rapporto del Monetary Instances, i funzionari pakistani vedono sempre più il patto saudita come “un problema”, soprattutto perché la deterrenza sembra aver vacillato senza produrre i dividendi economici attesi.“Il patto saudita sta diventando un problema per noi”, ha riferito il FT, citando una persona in Pakistan che comprende il pensiero degli alti chief militari del Pakistan. “Dovevano essere contanti per deterrenza. Ma non abbiamo ottenuto nuovi investimenti sauditi e la deterrenza è fallita”.Il rischio di coinvolgimento è aggravato dagli stretti legami militari di Islamabad con Riyadh e dai suoi sforzi simultanei per mantenere relazioni praticabili con Teheran.Questo atto di bilanciamento è ulteriormente complicato dalle pressioni interne.Il forte sentimento anti-americano e anti-israeliano, insieme alla diffusa simpatia dell’opinione pubblica per l’Iran, soprattutto tra la numerosa popolazione sciita del Pakistan, limita lo spazio di manovra del governo. Qualsiasi allineamento palese con Washington o Riyadh rischia di innescare disordini interni.“Il problema per Islamabad non è semplicemente geo-settario, ma anche dilaganti sentimenti anti-americani e anti-israeliani nel paese che hanno creato simpatia popolare per l’Iran durante il conflitto”, ha citato Kamran Bokhari, membro senior del Center East Coverage Council a Washington. Ha inoltre aggiunto: “I pakistani sono stati coinvolti nella diplomazia in modo da poter evitare di essere trascinati nei combattimenti”.Allo stesso tempo, la management del Pakistan vede l’impegno diplomatico come una necessità strategica. Il conflitto prolungato nel Golfo minaccia le forniture energetiche, le rotte commerciali e un’economia già tesa. Agire come mediatore rafforza inoltre la rilevanza globale di Islamabad e aiuta a rafforzare la legittimità nazionale in un momento di tensione politica ed economica.Il Pakistan ha coinvolto sia la management statunitense che quella iraniana attraverso canali secondari, coordinandosi anche con le potenze regionali, tra cui Turchia ed Egitto. Il gruppo emergente è stato paragonato advert una libera “NATO islamica”, anche se i funzionari lo inquadrano come una piattaforma di stabilità piuttosto che come un blocco militare.Il rapporto del FT ha osservato che quanto più a lungo si trascina il conflitto, tanto più difficile diventa il bilanciamento da parte del Pakistan. Un tentativo diplomatico fallito potrebbe erodere la fiducia sia con Washington che con Teheran, lasciando Islamabad isolata anche se cresce il rischio di ricadute regionali.Per ora, il Pakistan scommette sulla diplomazia per tenersi fuori dalla linea di fuoco. Ma con il rafforzamento delle alleanze e l’escalation delle tensioni, il suo margine di manovra potrebbe ridursi rapidamente.

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