Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha prolungato la pausa sugli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane fino all’inizio di aprile, poiché Washington segnala che la diplomazia rimane la through preferita da seguire nell’escalation del conflitto. La sospensione temporanea, annunciata come una finestra di 10 giorni, arriva nel contesto delle affermazioni di Trump secondo cui i negoziati con Teheran stanno procedendo, sebbene la situazione sul campo suggerisca una continua volatilità. I prezzi del petrolio sono diminuiti e si sono diretti verso il calo settimanale più netto degli ultimi sei mesi dopo l’annuncio di Trump di una pausa di 10 giorni sugli scioperi contro le infrastrutture energetiche del paese.La guerra, giunta alla sua quarta settimana, si è rapidamente estesa oltre i suoi focolai iniziali dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran in seguito al fallimento dei colloqui sul nucleare. Da allora il conflitto si è diffuso in tutto il Medio Oriente, coinvolgendo più paesi, interrompendo le rotte petrolifere critiche e spingendo al rialzo i prezzi globali dell’energia, con effetti a catena sui mercati finanziari.Tuttavia, intorno alla pausa stessa sono emerse narrazioni contrastanti, con i mediatori che hanno indicato che l’Iran non ha richiesto alcuna sospensione degli attacchi ai siti energetici, sollevando dubbi sulla portata e sullo scopo della mossa. Mentre le operazioni militari continuano su più fronti e gli sforzi diplomatici si intensificano, ecco uno sguardo agli ultimi sviluppi che hanno plasmato la crisi.
Trump propone di colpire l’infrastruttura energetica iraniana
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha prolungato fino all’inizio di aprile una pausa sugli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane, anche se Washington continua gli sforzi diplomatici per porre wonderful al conflitto in corso. Annunciando la mossa sui social media, Trump ha affermato che lo cease rimarrà in vigore per 10 giorni fino al 6 aprile, aggiungendo che i colloqui con Teheran “stanno andando molto bene” nonostante lo scetticismo dei critici.La guerra durata quattro settimane, iniziata dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran il 28 febbraio a seguito del fallimento dei negoziati sul nucleare, si è estesa a tutto il Medio Oriente, lasciando migliaia di morti e scuotendo i mercati globali. L’interruzione ha fatto salire i prezzi dell’energia e intensificato i timori di un aumento dell’inflazione in tutto il mondo. Tuttavia, i segnali di una svolta rimangono incerti. “Secondo la richiesta del governo iraniano, per favore lascia che questa dichiarazione serva a rappresentare che sto sospendendo il periodo di distruzione della centrale energetica di 10 giorni a lunedì 6 aprile 2026, alle 20:00, ora di New York. I colloqui sono in corso e, nonostante le errate dichiarazioni contrarie dei Pretend Information Media e altri, stanno andando molto bene”, ha detto Trump in un submit su Reality Social.
L’Iran non ha chiesto la sospensione degli attacchi ai siti energetici, dicono i mediatori
L’Iran non ha richiesto una pausa di 10 giorni sui suoi attacchi energetici, ha riferito il Wall Road Journal citando mediatori. Trump aveva affermato in precedenza di aver concesso all’Iran un periodo di riflessione di 10 giorni in risposta a un “dono” di Teheran, che consentiva il passaggio di otto petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, sospendendo gli attacchi pianificati contro le sue infrastrutture energetiche di alto valore.“Mi hanno detto molto gentilmente, attraverso la mia gente, ‘Potremmo avere più tempo?’ Perché stiamo parlando di domani sera, che è una cosa piuttosto rapida, e se non fanno quello che devono fare, metterò fuori uso le loro centrali elettriche”, ha detto Trump.Tuttavia, la tregua temporanea arriva con un avvertimento. Trump ha indicato che se i negoziati non dovessero produrre risultati, gli Stati Uniti potrebbero riprendere o addirittura intensificare gli attacchi, mantenendo la pressione sull’Iran e mantenendo una finestra di dialogo.
I prezzi del petrolio scendono
I prezzi del petrolio sono diminuiti e si sono diretti verso il calo settimanale più netto degli ultimi sei mesi dopo l’annuncio di Trump di una pausa di 10 giorni sugli scioperi contro le infrastrutture energetiche del paese.I future del greggio Brent sono scesi di 84 centesimi, o dello 0,8%, a 107,17 dollari al barile alle 03:53 GMT, mentre il West Texas Intermediate statunitense è sceso di 1,02 dollari, o dell’1,1%, a 93,46 dollari al barile, cancellando alcuni dei guadagni della sessione precedente.Nonostante l’impennata di giovedì spinta dai timori di un’ulteriore escalation, entrambi i benchmark sono scesi di circa il 4,6% per tutta la settimana.
Rubio cerca il sostegno del G7 dopo che Trump ha criticato gli alleati della NATO
Il segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato in Francia per incontrare i suoi omologhi del Gruppo dei Sette, mentre Washington cerca di raccogliere sostegno per il suo approccio al conflitto iraniano in mezzo alle crescenti divisioni con gli alleati.Rubio deve affrontare un compito difficile nel convincere le nazioni del G7 advert allinearsi con la strategia degli Stati Uniti, con la maggior parte dei paesi che esprimono riserve sulla guerra. Il conflitto è stato accolto con profondo scetticismo da parte di molti dei accomplice più stretti dell’America, complicando gli sforzi diplomatici.La sfida è stata accentuata dalle aspre critiche del presidente Donald Trump nei confronti degli alleati della Nato, accusandoli di non fare abbastanza per sostenere gli Stati Uniti e Israele. La maggior parte dei membri del G7 – Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania e Italia – fanno parte della Nato, mentre il Giappone è l’unica eccezione, sottolineando ulteriormente la tensione all’interno dell’alleanza.
Israele colpisce Teheran e Beirut nel mezzo di una guerra su più fronti
Israele ha affermato di aver lanciato una “ondata su larga scala” di attacchi contro le infrastrutture di Teheran, segnando un’escalation diretta contro la capitale iraniana.Allo stesso tempo, gli attacchi israeliani hanno colpito la periferia meridionale di Beirut, una nota roccaforte di Hezbollah, con esplosioni udite in tutta l’space e fumo che si è alzato dopo gli attacchi. Ciò riflette le proceed operazioni di Israele contro i gruppi sostenuti dall’Iran oltre i suoi confini.Gli sviluppi arrivano mentre Israele rimane impegnato su più fronti, tra cui Libano, Gaza e Cisgiordania, estendendo le proprie risorse militari e intensificando il conflitto generale.
L’Arabia Saudita intercetta i droni mentre le tensioni regionali continuano advert aumentare
L’Arabia Saudita ha dichiarato che le sue difese aeree hanno intercettato e distrutto quattro droni nella regione orientale venerdì scorso, sottolineando come il conflitto si stia estendendo oltre il suo teatro originario.L’incidente evidenzia rischi crescenti per le nazioni del Golfo, molte delle quali ospitano infrastrutture petrolifere critiche e risorse militari statunitensi. L’aumento delle minacce aeree ha sollevato preoccupazioni circa la vulnerabilità delle forniture energetiche nella regione.Le intercettazioni riflettono anche una maggiore prontezza militare tra gli stati del Golfo, che si preparano a un’ulteriore escalation mentre cercano di proteggere le installazioni chiave dagli attacchi legati al più ampio conflitto iraniano.
La guerra si allarga con ricadute globali e militari
Il conflitto si è espanso in una crisi regionale più ampia, con i combattimenti in Libano che hanno provocato vittime militari israeliane e una crescente tensione sullo spiegamento delle truppe. I funzionari militari hanno avvertito delle sfide legate alla manodopera mentre le operazioni continuano su diversi fronti.Il chief dell’opposizione israeliana Yair Lapid ha criticato il governo, accusandolo di trascinare il paese in una guerra su più fronti senza una strategia chiara o risorse sufficienti, riflettendo la crescente pressione interna.Al di là del campo di battaglia, la Banca Mondiale ha messo in guardia dalle ricadute economiche, offrendo sostegno ai paesi colpiti. Nel frattempo, le nazioni del G7 stanno spingendo per una soluzione diplomatica e la riapertura di rotte chiave come lo Stretto di Hormuz per stabilizzare i mercati energetici globali.













