IOPuò sembrare che nell’period dello streaming ogni storia calcistica immaginabile sia già stata raccontata. Ma chiaramente non è così: ecco un movie edificante che ha cose importanti da dire sul razzismo e sull’emancipazione nel gioco attraverso la storia della vita di Clyde Finest, l’attaccante del West Ham dei primi anni ’70. Lo standing pionieristico di Finest come uno dei primi giocatori neri del calcio d’élite inglese è abbastanza noto, ma ovviamente non così noto come dovrebbe essere, cosa a cui questo movie si propone di porre rimedio. Oltre, ovviamente, al rispetto che gli è dovuto per il suo ruolo di pioniere nelle generazioni successive di calciatori neri nel Regno Unito.
Non c’è dubbio che questo fatto sia dietro la schiera stellare di teste parlanti che appaiono davanti alla telecamera per riconoscere l’importanza della carriera di Finest, dai contemporanei del West Ham tra cui Geoff Hurst e Harry Redknapp a coloro che hanno seguito le tracce di Finest, come Viv Anderson, John Barnes, Les Ferdinand, Shaka Hislop e Garth Crooks. Chiunque abbia ricordi confusi di Finest che tuonava in campo dalle edizioni di Match of the Day dei primi anni ’70 sarà interessato a conoscere il suo straordinario viaggio a Londra dalle Bermuda quando aveva 17 anni per quella che fu effettivamente una sessione di prova una tantum, dopo la quale fu ingaggiato dal futuro allenatore dell’Inghilterra Ron Greenwood (che, in verità, esce piuttosto bene da questo movie). Finest cube che è stato subito accettato dai suoi compagni di squadra del West Ham, ma altrove è stato meno carino; si è trovato nel vivo di un virulento razzismo negli anni ’70 post-imperiali di Enoch Powell, ed è deludente rendersi conto che quando Alf Garnett urla insulti raccapriccianti dagli spalti di calcio, è fondamentalmente Finest quello a cui sta urlando.
Finest non period del tutto solo. Il West Ham aveva anche Clive Charles e, poco dopo, Ade Coker nella propria squadra; quando tutti e tre furono scelti per una partita contro il Tottenham nell’aprile 1972, period la prima volta una squadra di altissimo livello ha schierato tre giocatori di colore nella stessa partita – una pietra miliare da non ripetere fino all’avvento di “Three Levels” del West Brom nel 1978. Il movie offre una storia in vaso dei giocatori neri pre-Finest del campionato inglese e, in una nota a piè di pagina, rivela che uno di loro – Jack Leslie, che ha segnato dozzine di gol per il Plymouth Argyle negli anni ’20 e ’30 – finì per pulire gli stivali di Finest come kitman del West Ham. (A Leslie, morto nel 1988, sembra che sia stata negata la possibilità di diventare il primo giocatore nero dell’Inghilterra a pieno titolo nel 1925, con il sospetto che i selezionatori lo ritirassero dalla squadra dopo aver scoperto la sua etnia.)
Finest finì per lasciare il West Ham nel 1976 per giocare per il Tampa nell’originale North American Soccer League (NASL), dopo aver perso l’epica vittoria della FA Cup del 1975 del West Ham sul Fulham. (Finest non period nella rosa della partita, ma knowledge la spietatezza del soccer, è forse un’affermazione un po’ più incerta il ruolo giocato dalla razza nella sua eliminazione.) Ma non c’è dubbio sul cambiamento culturale che lo ha accolto negli Stati Uniti: niente canti delle scimmie o Fronte Nazionale, anche se Coker racconta un episodio spaventoso quando si perse nel sud di Boston nel 1975 e dovette nascondersi da una folla veramente minacciosa.
Una volta che Finest arriva negli Stati Uniti, però, l’attenzione del movie inizia a allontanarsi dall’uomo in questione e si trasforma in un elogio dettagliato per la NASL e il suo tentativo (in definitiva inutile) di affermarsi come sport mainstream negli Stati Uniti. Forse suggerisce anche l’obiettivo incerto del movie stesso, intrappolato tra l’appello ai nostalgici del calcio britannico, la vendita del gioco moderno al pubblico statunitense e il condurre una fervida disquisizione sulla questione più ampia del razzismo nel calcio in generale. (Ciò potrebbe spiegare la presenza inizialmente sconcertante dell’attore televisivo Tony D Head come presentatore principale, che è, per così dire, un po’ incerto nell’avvolgere la sua voce attorno a nomi come Mike Trebilcock e Brendan Batson.)
Comunque sia, Finest emerge con notevole dignità, soprattutto con il montaggio finale delle sue varie apparizioni speciali e lauree advert honorem nella sua veste di statista anziano, e come qualcuno che apprezza non poco l’importanza di aprire una strada. Come cube lui stesso: “Mio padre mi ha insegnato: ‘Clyde, quando esci e suoni, non stai suonando per te stesso, stai suonando per le persone che verranno dopo di te.'”












