Gdato che questo thriller true-crime ambientato a Belfast è basato su eventi di vita reale del 2004, sembra qualcosa che avrebbe potuto diventare un movie di alto livello, avvincente e vistoso. Ma invece questo sembra sottodimensionato e dispiaciuto, goffamente assemblato e diretto blandamente da Colin McIvor, la cui filmografia di commedie televisive e a basso price range non indica una particolare attitudine per l’space. I due principali protagonisti maschili, Eddie Marsan e Éanna Hardwicke, stanno bene, anche se c’è da chiedersi perché Marsan, attore caratteristico di fama quale sia, è stato scelto invece di un attore locale. Tutti gli altri erano impegnati a girare gli spin-off di Recreation of Thrones?
Marsan fa un ottimo lavoro nel riprodurre l’accento di Belfast, ma è comunque una presenza recessiva e una strana scelta per il ruolo di Richard Murray, un severo direttore di banca costretto a collaborare con i rapinatori quando sua moglie Celine (Eva Birthistle) viene rapita. Murray deve collaborare con una delle guardie di sicurezza della banca, Barry (Hardwicke, nella efficiency più dinamica), che ha anche lui tenuto prigioniero un suo caro, per imballare milioni di banconote usate e camuffarle come spazzatura che viene raccolta poco prima di Natale. Gli stessi rapinatori di banche sono un gruppo abbastanza indifferenziato, a parte un personaggio deliziosamente disonesto (JB Moore) che sta proteggendo la madre di Barry (Andrea Irvine). È il tipo di pezzo di merda che mette davvero un po’ di impegno nel pulire il lavandino dopo averlo usato a casa del suo ostaggio, e non nel modo in cui suggerisce che sia preoccupato solo per le impronte digitali.
C’è un vago suggerimento che i rapinatori provengano dall’IRA come apparentemente comunemente si presume ora, ma i guai qui sono per lo più storia vista negli specchietti retrovisori mentali dei personaggi. Quella tensione tra passato e futuro dell’Irlanda del Nord è di per sé uno dei filoni più ricchi che la sceneggiatura avrebbe potuto esplorare più a fondo, insieme a una sottotrama su come Murray subiva pressioni da parte dei proprietari della banca per licenziare metà del personale poco prima delle vacanze.
Quest’ultima questione è di particolare interesse per il capo della sicurezza Mags (Michelle Fairley), che è preoccupata per il proprio futuro, ma quel filo viene lasciato in sospeso, il che è uno spreco per Fairley. Alla high-quality sembra che i realizzatori del movie non avessero né il price range né la visione per far cantare il materiale, realizzando un lavoro assolutamente ordinario.













