Juventus, dominio in campo e valori sulla maglia: dalla manita alla Cremonese all’impegno con Save the Children
È un momento d’oro per la Juventus, che brilla tanto sul rettangolo verde quanto nelle iniziative di responsabilità sociale. Mentre la squadra di Luciano Spalletti macina record e regala spettacolo all’Allianz Stadium, la società consolida la propria identità etica attraverso una partnership storica che va oltre le semplici logiche di mercato.
Una macchina da gol sotto la guida di Spalletti
La ventesima giornata di Serie A ha confermato lo stato di grazia dei bianconeri, capaci di travolgere la Cremonese con un perentorio 5-0 davanti al proprio pubblico. Non si vedeva una prestazione casalinga così prolifica in campionato dal lontano 2018, quando il Sassuolo subì una sorte simile (7-0). I numeri testimoniano una trasformazione radicale: dall’arrivo del tecnico di Certaldo a novembre, la Juventus ha cambiato passo, raccogliendo 24 punti in Italia — un ruolino di marcia secondo solo a quello dell’Inter (25).
La fase offensiva è diventata il vero fiore all’occhiello della gestione tecnica. Insieme ai nerazzurri, la Vecchia Signora vanta ora il miglior attacco della Serie A nel periodo post-Spalletti, con ben 20 reti all’attivo. Una forma straripante confermata anche dal rendimento complessivo: nelle ultime 11 gare in tutte le competizioni sono arrivate nove vittorie. In Europa, nei cinque maggiori campionati, solo l’Aston Villa ha saputo tenere un ritmo simile nello stesso arco temporale.
I protagonisti della rinascita
La serata di Torino ha messo in luce le individualità che stanno trascinando il gruppo. Kenan Yildiz si conferma sempre più centrale nel progetto: con sette centri in 19 presenze, il talento turco ha già eguagliato la sua miglior stagione realizzativa in bianconero. Segnali importanti arrivano anche da Jonathan David, che ha trovato la via del gol per la seconda partita consecutiva, un traguardo che l’attaccante non raggiungeva dal marzo 2025, ai tempi della sua militanza nel Lille.
A chiudere il cerchio ci ha pensato Gleison Bremer. Il difensore brasiliano è tornato a esultare in Serie A interrompendo un digiuno che durava da 17 partite, risalente al match contro la Roma del 5 maggio 2024.
Save the Children: un impegno che si rinnova
Mentre la squadra risponde presente sul campo, la società continua a lavorare dietro le quinte per definire il futuro commerciale del club. In attesa di siglare l’accordo per il nuovo main sponsor che succederà alla storica partnership con Jeep, terminata la scorsa stagione, i bianconeri scendono in campo veicolando un messaggio di forte impatto sociale. Sulle divise spicca infatti il logo di Save the Children, una scelta che ribadisce la volontà di “dare risalto alla condivisione valoriale”, come sottolineato dalla dirigenza.
La collaborazione, iniziata nel 2018, si è trasformata in un legame profondo tra due realtà centenarie. L’iniziativa, visibile già dall’esordio casalingo contro il Como e che coinvolge anche la Juventus Women (impegnata nell’amichevole di lusso contro l’FC Bayern Women), coprirà il periodo necessario al completamento della ricerca guidata dall’area commerciale di Francesco Calvo.
Oltre il calcio: educazione e futuro
Non si tratta solo di estetica, ma di sostanza. Maurizio Scanavino, CEO di Juventus, ha ribadito l’orgoglio del club nel sostenere un’organizzazione che da oltre un secolo lotta per garantire un futuro a bambini e bambine a rischio, combattendo le disuguaglianze educative.
Questa sinergia ha già prodotto risultati tangibili sul territorio, come dimostra l’inaugurazione avvenuta nel 2019 — e la successiva riqualificazione nel 2022 — del Punto Luce alle Vallette, situato a poche centinaia di metri dallo stadio. Come evidenziato da Daniela Fatarella, Direttrice Generale dell’organizzazione umanitaria, la partnership pluriennale mira ad abbattere le barriere che limitano le opportunità dei più giovani, utilizzando la cassa di risonanza del calcio per sensibilizzare il grande pubblico su temi fondamentali.
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