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Recensione di Hunky Jesus – una calda Pasqua con il torso oliato dalle Sisters of Perpetual Indulgence di San Francisco

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JIl movie Hunky Jesus di Ennifer M Kroot, narrato da George Takei, è l’evento di apertura del BFI Flare di quest’anno, il pageant del cinema LGBTQ+. Si tratta di uno scandaloso concorso annuale di talenti per il più grosso sosia di Gesù, i cui concorrenti sono spesso oliati, con il tipo di natiche non menzionate nel Nuovo Testamento, e talvolta si impegnano in salti di tipo pole dance attorno alla croce, dichiarando che vogliono essere inchiodati e risorgere.

Viene organizzato ogni Pasqua a San Francisco come parte di una celebrazione esuberante e provocatoria da parte delle Sisters of Perpetual Indulgence, un gruppo di suore queer drag, artiste e attiviste che, con grande resistenza e impegno, apparentemente non escono mai dal loro carattere. E tutto nello spirito sfacciato di La canzone comica di Tom Lehrer The Vatican Rag.

In verità, guardarlo potrebbe richiedere un po’ di perpetua indulgenza, soprattutto perché gran parte di esso è solo un filmato celebrativo dell’evento all’aperto. Ma c’è divertimento nel vedere questo carnevale allegramente superficiale e sinceramente edonistico, soprattutto da parte di chi gareggia per la categoria parallela di Beata Vergine.

Sorelle dell’Indulgenza Perpetua… Hunky Jesus. Fotografia: Tigerlily Photos LLC

Naturalmente alcuni nella chiesa si mostrano furiosi e disapprovanti, anche se non è chiaro se le suore abbiano mai pensato di prendersi gioco delle altre religioni allo stesso modo. Una sorella sostiene un punto valido: “Non possiedi Gesù. Non possiedi la Pasqua”. No, forse no, anche se qui un religioso gentilmente solidale esprime le proprie preoccupazioni: “Ho sentimenti contrastanti riguardo alla sessualizzazione di Gesù”.

Quanto a cosa avrebbe pensato il vero, storico Gesù, una sorella si chiede scherzosamente se non avrebbe avuto voglia di competere lui stesso per il titolo e di perdere. (In effetti, la trasgressione sessuale e l’identità sessuale non erano sicuramente di grande interesse per Gesù.) Una strana serietà a volte si posa su coloro che parlano dell’evento e sulle stesse suore, la cui identità di marchio è cresciuta nel corso di decenni: “Il ministero si è diffuso in tutto il mondo”. Ma perché no… visto che continua a diffondersi anche l’omofobia rozza e priva di senso dell’umorismo?

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