Home Divertimento Rassegna sui treni: il cine-saggio magnetico esplora la liberazione che ci ha...

Rassegna sui treni: il cine-saggio magnetico esplora la liberazione che ci ha dato la locomotiva

7
0

lCome Koyaanisqatsi con un go Interrail, questo documentario spesso affascinante – costruito interamente con filmati d’archivio, senza voce fuori campo – esamina i radicali cambiamenti del XX secolo introdotti dai treni a vapore: una grande accelerazione della società moderna che ha trasformato la logistica e il tempo libero, dal viaggio per le masse alla mobilitazione bellica, introducendo nuove opportunità di consumo e improvvisi sconvolgimenti psicoculturali.

Come le ragazze degli anni ’20 che guardavano luminose fuori dalla finestra all’inizio, il regista Maciej Drygas riconosce la liberazione e l’ottimismo offerti dalla locomotiva. Ma preceduto da una citazione di Kafka – “C’è molta speranza, una quantità infinita di speranza… Ma non per noi” – la sua affermazione sembra essere che la tecnologia ci ha portato rapidamente fuori dai binari. La torva sequenza iniziale, di un motore a vapore che viene assemblato, è come guardare antichi cultisti assemblare un grande idolo molochiano. Troppo presto, i bossoli appena forgiati, per essere sparati dagli obici ferroviari, emanano una luce empia nel filmato in bianco e nero. A tutta velocità all’inferno.

Il Drygas attribuisce un ruolo importante alla ferrovia in entrambe le guerre mondiali. Le linee di rifornimento delle munizioni si susseguono con inquadrature di soldati convulsi e sotto shock, ora di fatto ridotti a macchine in panne. Charlie Chaplin viene portato in volo da una carrozza passeggeri da una folla all’alba dell’period della celebrità di massa; ma poi la stessa adulazione si applica immediatamente al suo oscuro doppelganger, Adolf Hitler, che saluta il volk dalla prima classe. Per quanto riguarda i treni, sappiamo tutti qual è la prossima fermata.

Per fortuna, il movie si rilassa nel dopoguerra. I volti individuali – sognanti sulle scale mobili, in attesa davanti agli orari – indugiano di più. Ma precipitandosi a capofitto nel cavernoso sound design di Saulius Urbanavicius, che si conclude con un’astrazione ariosa e tracce che si intersecano e divergono, la modernità non ha ancora una destinazione fissa. I sorrisi occasionali dei passeggeri alla quarta parete, un gruppo di ufficiali nazisti che cercano una delle prime macchine da presa a mano, così come il movie stesso di Drygas, ci ricordano che questo magnetico saggio cinematografico è anche un tributo nascosto a quel secondo viaggiatore nello spazio e nel tempo: la contemporanea del treno, la cinepresa.

fonte

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here