Home Divertimento La mostra di Olivia Fraser esplora la meditazione attraverso forme geometriche

La mostra di Olivia Fraser esplora la meditazione attraverso forme geometriche

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“Guardare l’arte è un impegno attivo e reciproco tra l’immagine e lo spettatore”, afferma l’artista Olivia Fraser.

Quell’thought di tranquillo scambio contemplativo tra l’opera d’arte, lo spettatore e il mondo naturale attraversa A Journey Inside, l’attuale mostra personale di Fraser al British Council di Nuova Delhi. In mostra fino al 25 marzo, la mostra riunisce una selezione di opere che attingono alla tradizione indiana della pittura in miniatura esplorando temi di meditazione, respiro e paesaggi interiori.

Olivia, nata a Londra e cresciuta nelle Highlands scozzesi, vive a Delhi dall’inizio degli anni ’90. Nel corso degli anni è diventata nota per le sue interpretazioni contemporanee della pittura in miniatura, una pratica che ha incontrato per la prima volta durante un apprendistato presso maestri pittori in Rajasthan. Olivia continua a utilizzare metodi tradizionali, tra cui pennellate finemente stratificate e pigmenti macinati da pietre naturali. È sposata con l’autore William Dalrymple.

A prima vista, i dipinti di Olivia appaiono molto lontani dalle scene narrative spesso affiliate alla pittura in miniatura. Invece di corti reali o determine mitologiche, le sue tele sono costruite con motivi geometrici, motivi ripetuti e campi luminosi di colore. Eppure li vede profondamente legati alla tradizione della miniatura, in particolare agli elementi paesaggistici che costituiscono lo sfondo di molti dipinti Rajput.

Olivia Fraser | Credito fotografico: accordo speciale

“Nella tradizione Ragamala, la natura, lo spazio, il ritmo e il colore creano un’atmosfera all’interno della quale può svolgersi un’intera esperienza estetica”, spiega Olivia tramite e-mail. È interessata a portare in primo piano quei paesaggi. Alberi, fiori, api, serpenti, montagne e acqua appaiono nel suo lavoro non come rappresentazioni letterali ma come frammenti di un vocabolario visivo che lei riorganizza e moltiplica. Il risultato è una geometria meditativa che riecheggia i ritmi della Natura.

La mostra segna anche una collaborazione con l’artista del suono Jason Singh, la cui installazione site-responsive espande l’esperienza oltre l’aspetto visivo. Jason utilizza un processo noto come biosonificazione, convertendo in suono i segnali elettrici prodotti da piante, alberi e funghi. Queste frequenze organiche sono combinate con registrazioni sul campo raccolte da luoghi sacri in India, Giappone e Regno Unito.

Il paesaggio sonoro riflette i ritmi che la stessa Olivia descrive come centrali nella sua pratica. Dipingere secondo la tradizione della miniatura richiede tratti lenti e deliberati e Olivia afferma che il respiro diventa una parte essenziale del processo. “Devi respirare nel ritmo dei colpi”,

Tutto è leggero

Tutto è leggero | Credito fotografico: accordo speciale

cube. L’attento ritmo del suo lavoro trova un parallelo nelle composizioni sonore di Jason, che traducono impulsi naturali in schemi musicali.

I dipinti di Olivia sono anche informati da testi classici indiani. Numerous opere in mostra traggono ispirazione dal Gheranda Samhitaun manuale yogico scritto all’inizio del XVIII secolo. Una sezione descrive una pratica di meditazione in cui il praticante immagina un “elegant oceano di nettare” e un’isola piena di alberi in fiore, uccelli e api ronzanti. Quel paesaggio sensoriale, ricco di immagini di melograni, fiori di loto, pesci e movimenti serpentini, riappare nelle sue tele.

Una delle opere chiave della mostra è un trittico intitolato 1000 Petalled Lotus. Il loto, simbolo ricorrente nella filosofia yogica, rappresenta la coscienza espansa. Nell’interpretazione di Olivia, un loto bianco si trova al centro del dipinto, i suoi petali si irradiano verso l’esterno in onde ritmiche. I colori cambiano sottilmente tra il bianco e il nero, ciò che Olivia descrive come significante sia l’assenza di colore che la presenza di tutti i colori. “Il loto bianco centrale è un luogo di quiete da cui i suoi 1.000 petali si irradiano pulsanti e in continuo cambiamento in una continua espansione ritmica creando un sentimento, un’emozione, un rasa di infinità – di infinito”, cube.

Pur essendo immersa nella storia e nella tradizione, Olivia vede la sua pratica come un tranquillo contrappunto al ritmo della vita contemporanea. Macinare i pigmenti a mano e accumulare lentamente gli strati, cube, incoraggia un diverso tipo di attenzione. L’atto di dipingere diventa esso stesso una forma di meditazione.

Metamorfosi

Metamorfosi | Credito fotografico: accordo speciale

La mostra riflette anche un’thought più ampia dell’estetica indiana: che le arti sono profondamente interconnesse. Olivia indica un passaggio del Vishnudharmottara Purana, in cui un saggio cube a un re che non si può veramente comprendere la pittura senza comprendere la musica, la danza e il canto. Questo principio ha dato forma all’inaugurazione della mostra, che comprendeva una efficiency che riuniva la ballerina e poetessa Tishani Doshi con i musicisti e il lavoro sonoro di Jason.

Presentato nell’ambito del programma Tradition Connects del British Council e organizzato in collaborazione con Nature Morte, A Journey Inside riflette gli scambi culturali in corso tra India e Regno Unito. Olivia spera che gli spettatori trascorrano del tempo con le opere piuttosto che semplicemente attraversando la galleria. I dipinti, con le loro forme accuratamente ripetute e i sottili cambiamenti di colore, invitano a uno sguardo più lento.

A Journey Inside è in mostra al British Council, 17 Kasturba Gandhi Marg fino al 25 marzo

Pubblicato – 19 marzo 2026 12:54 IST

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