Home Divertimento L’India alla Biennale di Venezia 2026 si apre: molte voci, una risonanza

L’India alla Biennale di Venezia 2026 si apre: molte voci, una risonanza

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(Da sinistra) Il curatore della mostra del Padiglione Indiano Amin Jaffer; l’artista Nalini Malani, presentato da KNMA; artista Paresh Maity. | Credito fotografico: accordo speciale

L’8 maggio, il presidente della Biennale di Kochi-Muziris, Jitish Kallat, annuncerà il curatore della sua settima edizione. Il giorno dopo, il 9 maggio 2026, l’India arriverà a Venezia non con una sola storia, ma come un coro.

Concentrandosi sui concetti di casa, memoria e appartenenza e sui loro registri mutevoli, il Padiglione India porta la mostra “Geografie della distanza: ricordando la casa” alla 61a Biennale di Venezia. Presentato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Ministero della Cultura, a cura di Amin Jafferverranno presentati cinque artisti: Alwar Balasubramaniam, Ranjani Shettar, Sumakshi Singh, Skarma Sonam Tashi e Asim Waqif. La mostra del Padiglione è sostenuta da Isha Ambani, presidente del Centro Culturale Nita Mukesh Ambani, e Sunil Munjal, fondatore della Serendipity Arts Basis.

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