Uno dei miei libri preferiti da piccola è stato quello di Shel Silverstein L’albero del dono. La storia apparentemente gentile di un ragazzo che cresce accanto a un albero propone un’thought radicale sulla compagnia: un albero può osservare la vita umana attraverso decenni e offrire un tipo di devozione senza parole che si evolve con i nostri bisogni. Il peculiare libricino sembrava capire che la flora intorno a noi spesso occupa il ruolo di testimoni silenziosi delle nostre vite con una pazienza che nessuna relazione umana può eguagliare. Guardando il movie del regista ungherese Ildikó Enyedi Amico silenziosomi sono ritrovato a pensare di nuovo a Silverstein. Un altro narratore originario della terra ungherese, Enyedi costruisce un intero lungometraggio attorno a quella stessa intimità intergenerazionale tra esseri umani e piante, immaginando un albero come un compagno tranquillo che assorbe ansie, curiosità e desideri senza giudizio.
Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia prima di viaggiare nel circuito internazionale, Amico silenzioso alla wonderful ho raggiunto Delhi attraverso la settima edizione dell’Habitat Worldwide Movie Pageant, dove l’ho visto in un auditorium Stein gremito. Il movie è un trittico che si sviluppa lungo più di un secolo attorno a un singolo albero di ginkgo nei giardini botanici dell’Università Philipps di Marburg, in Germania. Ogni epoca introduce un nuovo protagonista la cui vita fluttua in orbita attorno all’albero. Il solid si muove tra generazioni e continenti: Tony Leung interpreta un neuroscienziato in visita bloccato in Germania durante la pandemia, Luna Wedler appare come una studentessa pionieristica dell’università che affronta l’ostilità accademica all’inizio del XX secolo, ed Enzo Brumm interpreta un timido studente di letteratura degli anni ’70 nel mezzo del suo risveglio romantico. Anche Léa Seydoux appare in un ruolo piccolo ma fondamentale come botanica che ricerca la comunicazione vegetale. Enyedi, i cui movie precedenti includono il vincitore dell’Orso d’Oro Sul corpo e sull’anima e il dramma romantico marittimo La storia di mia mogliesi avvicina al materiale con lo stesso fascino per gli ecosistemi emotivi invisibili che ha definito la sua opera.
Silent Good friend (tedesco, inglese, cantonese)
Direttore: Ildiko Enyedi
Lancio: Tony Leung Chiu-wai, Luna Wedler, Enzo Brumm, Marlene Burow, Lea Seydoux, Sylvester Groth
Durata: 147 minuti
Trama: Nel giardino botanico di un’università tedesca, un vecchio albero di ginkgo funge da testimone silenzioso, collegando personaggi in cerca di significato
Il filone attuale appartiene a Tony Wong, interpretato da Leung con una grazia malinconica che trasforma i gesti di routine in un dramma più sottile. Wong arriva a Marburg per studiare l’attività cerebrale childish, solo per scoprire che la sua ricerca viene interrotta quando il COVID svuota il campus e lo blocca in un isolamento quasi totale. Il movie lo presenta mentre vaga per l’università come una figura solitaria la cui curiosità si sposta gradualmente verso l’albero di ginkgo che si trova fuori dagli edifici del laboratorio. Wong inizia a misurare i micromovimenti dell’albero attraverso sensori mentre corrisponde on-line con il ricercatore francese di Seydoux, che studia la comunicazione delle piante. Un ritratto significativo della solitudine intellettuale plasmata dalla curiosità emerge dalla efficiency di Leung. Wong cerca segnali di consapevolezza nell’albero perché la ricerca stessa offre compagnia, e la fisicità contenuta di Leung trasmette il dolore di una mente che cerca di conversare con qualcosa a cui non può rispondere.

Un’immagine da ‘Amico Silenzioso’ | Credito fotografico: Pandora Movie
Uno dei passaggi più memorabili del movie arriva presto, quando Wong tiene una conferenza sull’attenzione e la percezione umana a un piccolo pubblico universitario. La conferenza esplora il modo in cui la coscienza filtra la realtà attraverso la messa a fuoco selettiva, proponendo che intere dimensioni dell’esistenza rimangono invisibili perché la percezione umana non si è mai evoluta per registrarle. Sedermi nell’auditorium mentre si svolgeva questa conferenza ha creato un curioso effetto specchio perché mi sono ritrovato a contemplare gli stessi limiti di percezione descritti da Wong, come parte del pubblico. Enyedi inquadra la sequenza con calma chiarezza, consentendo alle idee filosofiche di emergere attraverso un linguaggio accessibile e illustrazioni visive, e la scena trasmette il piacere di assistere a una conferenza veramente ispirata in cui l’atto di pensare diventa la sua stessa forma di narrazione.

Il movie poi torna indietro fino al 1908, quando Grete di Luna Wedler entra all’università come prima studentessa di scienze. Enyedi presenta quest’epoca con una frizzante cinematografia in bianco e nero che evoca la fotografia dell’inizio del XX secolo, rafforzando allo stesso tempo il rigido clima intellettuale che Grete deve affrontare. La sua presentazione avviene attraverso una tesa intervista universitaria in cui un gruppo di professori sciovinisti tenta di umiliarla con domande sulla riproduzione delle piante che scivolano rapidamente in speculazioni invasive sulla sessualità femminile. Wedler interpreta la scena con il pugno chiuso, rispondendo a ogni domanda con calma mentre espone l’insicurezza intellettuale sotto l’autorità dei professori.

Un’immagine da ‘Amico Silenzioso’ | Credito fotografico: Pandora Movie
La lotta di Grete continua quando i pettegolezzi sulla sua castità la costringono a lasciare il suo alloggio, lasciandola al chiaro di luna come assistente di un fotografo locale il cui entusiasmo per la meccanica e l’abilità artistica della prima fotografia rasenta l’evangelico. La rivelazione per Grete arriva attraverso l’atto stesso del guardare. Dietro la macchina fotografica, trasforma varie piante e vegetazione da esemplari accademici in soggetti di fascino, mentre le sue inquadrature ne isolano steli, trame e petali con una chiarezza quasi sensuale. Enyedi considera la fotografia come una liberazione per lei. La fotocamera garantisce a Grete autorità sull’osservazione in un mondo che mette continuamente alla prova il suo intelletto, permettendo alla sua curiosità di muoversi liberamente mentre l’immagine stessa diventa la prova di ciò che vede.
La trama del 1972 introduce Hannes di Enzo Brumm, un ragazzo di campagna che studia letteratura all’università che si sente socialmente fuori passo rispetto ai suoi compagni di classe politicamente più assertivi. Il suo temperamento tranquillo attira l’attenzione di Gundula, una studentessa di botanica il cui apparato sperimentale misura le reazioni di un geranio posto accanto alla sua finestra. I loro flirt si svolgono attraverso prese in giro giocose e curiosità condivisa finché Gundula lascia brevemente la città e affida advert Hannes il compito di portare avanti l’esperimento. Il favore si evolve in qualcosa di più personale quando Hannes inizia a osservare il geranio con un combine di attenzione scientifica e proiezione emotiva. Brumm cattura la goffa tenerezza dell’intimità scoperta, trattando la pianta con una devozione schiva che riecheggia i suoi sentimenti per Gundula in contumacia.

Attraverso queste tre narrazioni, Enyedi costruisce una meditazione sul lungo legame dell’umanità con il mondo botanico. L’onnipresente albero di ginkgo testimonia il cambiamento intellettuale, osservando la lotta di Grete per il riconoscimento accademico, la timida curiosità di Hannes e gli esperimenti tecnologici di Wong nel 21° secolo. Il movie riflette spesso sulla vulnerabilità della scoperta scientifica, che incontra ripetutamente scetticismo e resistenza istituzionale prima che le nuove idee si stabilizzino nella conoscenza accettata. Anche il confronto di Grete con la misoginia, l’entusiasmo di Seydoux e la presenza persistente di piante e alberi femminili stabiliscono un dialogo sul genere all’interno degli spazi intellettuali. Ogni trama suggerisce che la conoscenza cresce attraverso l’osservazione, la pazienza e l’apertura a forme di vita che la cultura umana ha storicamente trascurato.
Ma cosa ti coglie davvero di sorpresa Amico silenzioso è quanto inaspettatamente erotica l’intera impresa diventa una volta che Enyedi lascia che la sua tesi si scateni, e ogni arco spinge in avanti una sensualità maliziosa che pulsa gradualmente al di sotto di esso. Grete sfugge allo sguardo lascivo degli uomini intorno a lei rivolgendo lo sguardo verso le piante, dove la telecamera le permette di studiare curve, strutture e misteri riproduttivi senza che nessuno controlli le domande che pone. Hannes canalizza la sua infatuazione per Gundula in un’attenzione affettuosa verso il suo geranio, osservandolo con la gioia assorta di un giovane amante.

Un’immagine da ‘Amico Silenzioso’ | Credito fotografico: Pandora Movie
Wong diventa il punto finale logico del peculiare ecosistema che Enyedi coltiva attraverso le sue tre linee temporali. Quando l’isolamento pandemico lo lascia con solo l’albero (e un burbero giardiniere) come compagnia, la sua crescente fascinazione per la coscienza vegetale si trasforma gradualmente in quella che può essere descritta solo come fascinazione sapiosessuale, prima di scivolare in qualcosa di ancora più euforico una volta che i suoi esperimenti iniziano a innescare risposte sensoriali psichedeliche dall’albero. Leung interpreta l’intero arco con quel desiderio familiare che una volta definiva In vena d’amore (tranne che questa volta l’oggetto della devozione sembra essere un ginkgo di 200 anni piuttosto che Maggie Cheung), che produce l’immagine sconcertante di un uomo adulto che conduce il corteggiamento più sincero e tenero con un albero immaginabile.

Ne ho sentito parlare per la prima volta Amico silenzioso quando Luca Guadagnino lo definì il suo movie preferito del 2025, e guardandolo ora chiarisce quell’approvazione con una velocità imbarazzante. Enyedi ha creato una delle seduzioni cinematografiche più eccentriche dell’anno: un pezzo di erotismo arboreo che farebbe arrossire gli alberi della tua zona attraverso le loro foglie.
Silent Good friend è stato presentato in anteprima a Delhi all’Habitat Worldwide Movie Pageant (HIFF), ospitato presso l’India Habitat Heart (IHC).
Pubblicato – 15 marzo 2026 20:19 IST












