La Corte Suprema dell’India. Foto d’archivio: Disposizione speciale
Giovedì (16 aprile 2026) è stato presentato un appello alla Corte Suprema dell’India in seguito alle accuse di conversione religiosa e molestie sessuali presso una società multinazionale (MNC) a Nashik che chiedeva indicazioni per controllare la conversione religiosa ingannevole.
La denuncia è stata presentata nel contesto delle accuse di molestie sessuali e di conversione religiosa forzata mosse da otto dipendenti donne presso l’ufficio di TCS a Nashik.
La petizione presentata dall’avvocato Ashwini Kumar Upadhyay sostiene che la conversione religiosa ingannevole non è solo una seria minaccia alla sovranità, al secolarismo, alla democrazia e alla libertà, ma anche una minaccia alla fraternità, alla dignità, all’unità e all’integrazione nazionale.
Pubblicato – 17 aprile 2026 07:20 IST






